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Lodi
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top
mwiqLodi (mwigIPA: [ˈlɔːdi]cite-ref-5[5], ; mwkqLòd in mwkgdialetto lodigianocite-ref-6[6]) è un mwlwcomune italiano di mwma45 664 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2], mwnqcapoluogo dell'mwngomonima provincia in mwnwLombardiacite-ref-7[7].
La città fu fondata il 3 agosto 1158 da mwpqFederico Barbarossacite-ref-8[8], in seguito alla distruzione dell'antico borgo di mwqgLaus Pompeia, già mwqwmwramunicipium mwrqromano, mwrgsede vescovile e mwrwlibero comunecite-ref-9[9]. Durante il mwtaRinascimento conobbe un periodo di grande splendore artistico e culturale, dopo aver ospitato nel 1454 la firma dello storico trattato fra gli mwtqStati preunitari italiani noto come mwtgpace di Lodicite-ref-agebassi55e59-10-0[10].
Nel XXI secolo, la città è un importante centro industriale nei settori della mwvacosmesi, dell'mwvqartigianato e della produzione mwvglattiero-mwvwcaseariacite-ref-garzanti-11-0[11]. È inoltre il punto di riferimento di un territorio prevalentemente votato all'mwxaagricoltura e all'mwxqallevamento: in virtù di tale peculiarità, Lodi è stata scelta come sede della mwxgfacoltà di mwxwmedicina veterinaria dell'mwyaUniversità degli Studi di Milanocite-ref-12[12] nonché del mwzqParco Tecnologico Padanocite-ref-13[13], uno degli istituti di ricerca più qualificati a livello mwageuropeo nel campo delle mwawbiotecnologie agroalimentaricite-ref-ptp-corriere-14-0[14]cite-ref-15[15].
Sono sviluppate anche le attività legate al mwdqsettore terziario e al mwdgturismo: Lodi si annovera fra le mwdwcittà d'arte della Pianura Padana e offre quale spunto principale la presenza di alcuni importanti monumenti, tra cui il mweaDuomo, il mweqTempio Civico dell'Incoronata, la mwegchiesa di San Francesco, la mwewchiesa di Sant'Agnese e mwfapalazzo Mozzanicacite-ref-garzanti-11-1[11]cite-ref-citt-arte-16-0[16].
Contents
• Clima
• Storia
• Simboli
• Società
• Cultura
• Scuole
• Musei
• Media
• Arte
• Cucina
• Eventi
• Frazioni
• Economia
• Servizi
• Turismo
• Strade
• Sport
• Note
• Fonti
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Geografia fisica
Territorio
Il territorio di Lodi, esteso per mwiq41,38 km²cite-ref-geografia-17-0[17], è situato nella parte centro-meridionale della mwjgLombardia, nella fascia nota come «mwjwbassa pianura». Il nucleo più antico della città sorge sul colle Eghezzone, un'altura di forma approssimativamente trapezoidalecite-ref-18[18] ubicata sulla riva destra del fiume mwlaAdda; il resto del centro abitato si trova in parte su un terrazzo morfologico creato dall'opera di mwlqerosione del fiume, e in parte nell'mwlgarea golenale. Il territorio del comune risulta compreso tra i 65 e gli mwlw87 m sul mwmalivello del marecite-ref-geografia-17-1[17].
Idrologia
Il territorio comunale è attraversato dall'Adda e da numerosi altri corsi d'acqua, tra cui il mwpqcanale della Muzza (che ne segna il confine a ovest), la roggia Bertonica e la roggia Molina (il cui tratto urbano è oggi quasi del tutto sotterraneo)cite-ref-mappa-19-0[19].
In mwqwepoca medievale la città era lambita dal mwralago Gerundocite-ref-20[20]: il territorio era in gran parte mwsqpaludoso e insalubre, ma grazie alle opere di mwsgingegneria idraulica e al lavoro dei mwswmonaci cistercensi e mwtabenedettinicite-ref-21[21] fu mwuqbonificato e trasformato in una delle regioni più mwugfertili d'mwuwEuropacite-ref-22[22]. L'mwwaattività agricola è favorita anche dalle abbondanti mwwqacque irrigue delle numerose mwwgrisorgive presenticite-ref-23[23].
Geologia e morfologia
Dal punto di vista mwyqlitologico, il mwygsuolo è formato dai mwywdepositi glaciali e mwzafluvialicite-ref-geologia-24-0[24] che riempirono la mw0qPianura Padana tra il mw0gPleistocene superiore e l'mw0wOlocene, durante l'mw1aultima glaciazione. I mw1qlitotipi presenti sono diversi e distribuiti in modo irregolare; generalmente sono piuttosto ricchi di mw1gmatricecite-ref-geologia-24-1[24]. I terreni sono in prevalenza mw2wsabbiosi e sabbioso-mw3alimosicite-ref-geologia-24-2[24].
Sismologia
Il mw4wpericolo sismico risulta esiguo e distribuito in modo uniforme sul territorio: il comune è stato infatti classificato dal mw5aDipartimento della Protezione Civile come «zona 3» («sismicità bassa»)cite-ref-25[25].
Clima
Il clima del territorio lodigiano, analogamente al resto della mw7aVal Padana, presenta peculiarità riconducibili all'mw7qarea continentale, in particolare al sottotipo mw7gCfa della mw7wclassificazione di Köppen-Geiger (mw8aclima temperato caldo-umido con estate molto calda): le mw8qestati sono roventi e caratterizzate dal fenomeno dell'mw8gafa (in base ai dati relativi al periodo di riferimento 1961-1990, la temperatura massima media della stagione estiva si attesta a +29,7mw8w °Ccite-ref-clima-26-0[26]); invece gli mw-ainverni sono spesso freddi (la temperatura minima media è pari a −0,8mw-q °Ccite-ref-clima-26-1[26]) e sono diffuse le mw-gnevicate, raramente di grossa portatacite-ref-27[27]. Fenomeno molto frequente durante il semestre invernale è la mwaqmnebbia, che talvolta può persistere per giorni a causa dell'assenza di mwaqqventi sinottici a livello del suolocite-ref-28[28]. L'mwaqkautunno e la mwaqoprimavera sono le stagioni in cui si registrano le maggiori precipitazionicite-ref-29[29].
La mwaraclassificazione climatica dei comuni italianicite-ref-30[30] colloca Lodi nella «zona E» con mwaru2 592 mwaryGGcite-ref-geografia-17-2[17].
Storia
Lodi lega le sue origini alla distruzione di mwasymwascLaus Pompeia, antico villaggio dei mwasgCelti Boicite-ref-31[31] e in seguito mwas0mwas4municipium mwas8romanocite-ref-agebassi17e18-32-0[32], ribattezzato nell'89 a.C. in onore del console mwatqGneo Pompeo Strabone. Essendo situata sulla confluenza delle mwatustrade che da mwatyPlacentia (mwatcPiacenza) e da mwatgmwatkAcerrae (mwatoPizzighettone) portavano a mwatsMediolanum (mwatwMilano), e nel punto di incrocio con la strada che da mwat0Ticinum (mwat4Pavia) proseguiva fino a mwat8Brixia (mwauaBrescia), mwaueLaus era un nodo di primaria importanza e divenne un fiorente borgo commerciale e agricolocite-ref-33[33]. Dopo essere passata sotto il controllo dei mwauyLongobardi (VI-VIII secolocite-ref-34[34]) e successivamente dei mwausFranchi (VIII-IX secolocite-ref-35[35]), il 24 maggio 1111 mwavaLaus Pompeia fu rasa al suolo dai milanesi in seguito a un periodo di assediocite-ref-agebassi26-36-0[36]. Gli accordi di pace prevedevano il divieto di ricostruire gli edifici distrutticite-ref-agebassi26-36-1[36].
Quasi cinquant'anni dopo, il 3 agosto 1158, la città fu rifondata dall'imperatore mwavoFederico Barbarossa non sulle rovine di mwavsLaus Pompeia (dove oggi sorge mwavwLodi Vecchio) ma lungo le rive dell'mwav0Adda, per consentirle una posizione di maggior controllo sul territoriocite-ref-37[37]. Il sovrano accordò a Lodi straordinari privilegi, malgrado i quali la città crebbe con difficoltàcite-ref-38[38]: nel 1167 fu obbligata dai milanesi ad aderire alla mwawyLega Lombardacite-ref-39[39] e a partecipare alla mwawsbattaglia di Legnano del 1176cite-ref-40[40].
Nel XIII secolo Lodi continuò a svilupparsi grazie alla protezione di mwaxeFederico IIcite-ref-41[41]. A partire dal 1251 si susseguirono le signorie dei Vistarini, mwaxyTorriani, mwaxcVisconti, Fissiraga e Vignati, finché nel XIV secolo il mwaxgContado di Lodi divenne dipendente dal mwaxkDucato di Milano, inizialmente sotto i Visconti che fecero costruire il maestoso mwaxocastello di Porta Regale (1355-1370)cite-ref-bassi47-42-0[42] e in seguito sotto gli mwax8Sforza che, con mwayaFrancesco, ampliarono e consolidarono il sistema difensivo mediante la costruzione di due mwayefortificazioni ai capi del mwayiponte sull'Addacite-ref-guida23-43-0[43].
In mwaygetà rinascimentale si svolsero a Lodi importanti avvenimenti storici: nel 1413 l'mwaykantipapa Giovanni XXIII e l'imperatore mwayoSigismondo convocarono dal mwaysDuomo di Lodi il mwaywConcilio di Costanzacite-ref-44[44], che avrebbe poi risolto lo mwazeScisma d'Occidente. Il 9 aprile 1454, gli mwaziStati preunitari italiani firmarono la mwazmpace di Lodicite-ref-45[45], che garantì quarant'anni di stabilità politicacite-ref-46[46]. Questo segnò anche uno dei periodi più felici della storia lodigiana dal punto di vista culturale, in particolare sotto il vescovato di mwazwCarlo Pallavicinocite-ref-agebassi55e59-10-1[10].
Nelle età successive Lodi cadde sotto il dominio spagnolocite-ref-47[47], austriacocite-ref-48[48] e francesecite-ref-49[49]. Questo corrispose a un periodo di declino e di rallentamento della crescita demografica, soprattutto in epoca spagnola, quando la città fu ridotta a una vera e propria mwabqfortezzacite-ref-bassi60-50-0[50]. Il 10 maggio 1796, mwabkNapoleone Bonaparte sconfisse gli austriaci nella celebre mwabobattaglia del ponte di Lodi, aprendosi la strada per la conquista di Milanocite-ref-51[51].
Nella seconda metà dell'Ottocento, la città cominciò a espandersi all'esterno delle antiche mura mwacamedievali, soprattutto in seguito all'apertura della linea ferroviaria mwaceMilano-Piacenza nel 1861 e all'insediamento delle prime industrie (tra cui la mwaciPolenghi Lombardo nel 1870)cite-ref-52[52]. Verso la fine del secolo ebbero luogo i primi scontri sociali tra i nascenti mwaccpartiti di massacite-ref-53[53].
I lodigiani ricoprirono un ruolo importante durante la mwac0Resistenza: le azioni del mwac4Comitato di Liberazione Nazionale, costituito in città nell'ottobre 1943, si concentrarono nel corso del 1944 culminando con l'attentato mortale a un mwac8gerarca fascistacite-ref-54[54]. La rappresaglia fu durissima ed entro la fine dell'anno vennero fucilati undici mwadqpartigiani presso il mwadupoligono di mwadytiro a segnocite-ref-55[55]. Lodi fu liberata dal mwadsCLN il 27 aprile 1945: quando giunsero gli mwadwAlleati da Piacenza, trovarono la città completamente liberacite-ref-56[56]cite-ref-57[57].
Simboli
La blasonatura dello stemma comunale è così descrittacite-ref-statuto-58-0[58]:
«D'oro alla
croce
piana di rosso.
Ornamenti esteriori
di
città
.»
Sulle origini dell'emblema vi è molta incertezza: alcuni storici sostengono che risalga all'epoca della mwafyprima crociata (1095), sebbene non esista alcuna fonte che attesti la partecipazione della città all'impresa. La maggior parte degli studiosi individua invece un'origine mwafcimperiale, in quanto la croce d'oro in campo rosso deriva dal vessillo di mwafgCostantinocite-ref-60[60]; i colori sarebbero poi stati invertiticite-ref-nomeantico-61-0[61]. Secondo tale interpretazione, il vessillo cittadino sarebbe stato creato ancor prima della crociata, per dichiarare la fedeltà della città alla causa mwageghibellina e per distinguere le milizie lodigiane durante le azioni di guerracite-ref-nomeantico-61-1[61].
Il mwagcgonfalone del comune riproduce sul fronte l'mwaggiconografia araldica dello stemma e sul retro due scene: la prima è dedicata al mwagkpatrono mwagosan Bassiano, mentre la seconda rappresenta il Barbarossa nell'atto di consegnare ai notabili di Lodi le insegne della nuova città.
Onorificenze
Grande medaglia di bronzo di benemerenza per il terremoto calabro-siculo (1908)
«Al Comune di Lodi»
—
Regio Decreto 5 giugno 1910
Titolo di Città
Il comune di Lodi si fregia del titolo di città ereditato da mwahmLaus Pompeia, antico mwahqmunicipium romanocite-ref-agebassi17e18-32-1[32]; tale mwahkstatus venne formalmente riconosciuto il 3 dicembre 1158 da un diploma imperiale emesso da Federico Barbarossacite-ref-statuto-58-1[58] e confermato dalla Imperial Regia Patente del 24 aprile 1815cite-ref-63[63].
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
È il monumento più antico e importante di Lodi, oltre che una delle chiese più vaste dell'intera mwajiLombardiacite-ref-guida35-64-0[64]. La sua costruzione venne simbolicamente intrapresa il 3 agosto 1158, giorno stesso della fondazione della città, ed ebbe termine nel 1284cite-ref-atlante142-65-0[65]. La mwajsfacciata asimmetrica in mwajwcotto è tipicamente mwaj0romanicacite-ref-atlante143-66-0[66], pur essendo caratterizzata da un alto mwakiprotiro mwakmgotico e da un grande mwakqrosone mwakurinascimentalecite-ref-guida36-67-0[67]; il mwakocampanile, realizzato fra il 1538 e il 1554 su progetto del lodigiano mwaksCallisto Piazza, rimase incompiuto per motivi di sicurezza militarecite-ref-bassi60-50-1[50]. L'interno, a tre mwalanavate coperte da mwalevolte a crociera, custodisce notevoli opere d'arte, tra cui un mwalipolittico di Callisto Piazzacite-ref-atlante144-68-0[68]. La parte più antica dell'edificio è la mwalccripta, in cui sono conservate le spoglie del mwalgpatrono mwalksan Bassianocite-ref-atlante143-66-1[66]; nell'mwal4absidiola di sinistra, inoltre, si trova un gruppo scultoreo del Quattrocento raffigurante un mwal8Compianto sul Cristo Mortocite-ref-atlante145-69-0[69]cite-ref-70[70].
Collocato in una caratteristica via molto stretta nei pressi di mwanepiazza della Vittoria, è considerato un capolavoro del mwaniRinascimento lombardo e rappresenta il monumento più prestigioso della città sotto il profilo artisticocite-ref-guida68-71-0[71]cite-ref-72[72]cite-ref-lodigiorno3-73-0[73]. Progettato nel 1488 da mwan8Giovanni Battagio, fu costruito a spese del comune come espressione della religiosità popolare sul luogo di un mwaoapostribolocite-ref-lodigiorno3-73-1[73]. Il tempio si presenta come una piccola costruzione a pianta ottagonale, coperta da una mwaoucupola a otto spicchi sormontata da una lanterna; il campanile a punta e la facciata furono completati in epoche successivecite-ref-74[74]. L'interno è impreziosito da sontuose decorazioni in oro e ospita numerosi mwaooaffreschi, mwaostavole e mwaowtele realizzati tra la fine del Quattrocento e gli inizi dell'Ottocento dal mwao0Bergognonecite-ref-75[75], dalla mwapibottega dei Piazzacite-ref-76[76] e da mwapcStefano Maria Legnanicite-ref-lodigiorno3-73-2[73]; gli spicchi della cupola furono affrescati nel XIX secolo da mwapwEnrico Scuricite-ref-77[77].
Fu costruita tra il 1280 e il 1307cite-ref-atlante146-78-0[78]. La facciata in cotto, rimasta incompiuta poco sopra il rosone mwaq4marmoreo, è caratterizzata da un alto protiro e da due mwaq8bifore «a cielo aperto» che rappresentano il primo esempio di una soluzione architettonica che si diffuse in tutta l'Italia del nordcite-ref-79[79]. L'interno, a tre navate e a mwarqcroce latinacite-ref-80[80], è decorato da numerosi affreschi risalenti ai secoli compresi fra il Trecento e il Settecentocite-ref-atlante147-81-0[81]; la chiesa ospita inoltre le spoglie di alcuni lodigiani illustri, tra cui il librettista mwar0Francesco De Lemene, la poetessa mwar4Ada Negri e il naturalista mwar8Agostino Bassicite-ref-artecitt-82-0[82].
Si tratta della chiesa più antica di Lodi dopo la Cattedralecite-ref-lodigiorno4-83-0[83]. Nell'interno, a tre navate, sono conservate significative opere d'arte, tra cui due affreschi di Callisto Piazzacite-ref-84[84]. La facciata, tipicamente romanica, è caratterizzata da due mwatalesene semicilindriche e da un rosone incorniciato in cotto, al di sopra del quale è collocata l'mwateedicola con la statua del mwatisantocite-ref-atlante145-69-1[69].
In stile mwatsgotico lombardo del XIV secolocite-ref-atlante145-69-2[69], conserva un'importante opera d'arte: il mwauaPolittico Galliani realizzato nel 1520 da Alberto Piazzacite-ref-atlante146-78-1[78]. È degno di nota anche il rosone decorato con mwauumaiolica policromacite-ref-atlante146-78-2[78]. Accanto alla chiesa sorge l'antico convento dal chiostro scandito da archi a sesto acuto, trasformato nel corso del XIX secolo in sontuosa residenza oggi suddivisa in appartamenti privaticite-ref-85[85].
L'edificio, in stile mwavcrococò, fu costruito di fronte allo sbocco di una lunga via, in ossequio al gusto scenografico dell'epocacite-ref-86[86]. L'interno, a mwavwcroce greca, è completamente ornato da preziosi affreschi risalenti al XVIII secolocite-ref-guida76-87-0[87].
mwawmPalazzo Vescovile
Edificato in epoca medievale e rinnovato nel corso del Settecento dall'architetto Antonio Veneroni (in collaborazione con i fratelli Sartorio), è caratterizzato da una struttura massiccia e austeracite-ref-guida37e39-88-0[88]. Degno di nota è il mwawkcortile con colonne binatecite-ref-guida39-89-0[89]. L'interno elegante presenta alcuni ambienti decorati nel XVIII secolo: da segnalare la ex mwaw4cappella vescovile e gli affreschi di mwaw8Carlo Innocenzo Carlonicite-ref-guida39-89-1[89].
Venne edificata tra il 1669 e il 1743cite-ref-90[90] per ospitare un'immagine sacra della mwaxwVergine, ritenuta miracolosacite-ref-cuti-91-0[91]. L'interno a croce greca è completamente decorato da affreschi, tele e mwayestucchi; una cappella laterale accoglie il sepolcro mwayineoclassico di mwaymMaria Coswaycite-ref-cuti-91-1[91], benefattrice della cittàcite-ref-92[92].
Situata nei pressi del fiume mwazuAdda, in una posizione leggermente decentrata rispetto al cuore del centro storico medievale, rappresenta il miglior esempio di edificio mwazybarocco in cittàcite-ref-93[93]. Completata nella prima metà del Settecento a eccezione della facciata, la chiesa è caratterizzata da una navata unica con pianta mwazsellitticacite-ref-guida61-94-0[94].
È un ambiente di dimensioni raccolte che ospita notevoli testimonianze artistichecite-ref-95[95]. Si trova in una via molto stretta, tipica della Lodi medievale. Il piccolo edificio è costituito da due corpi di fabbrica ben distinti, uno romanico e l'altro mwa0gbarocchettocite-ref-96[96].
Opera dell'architetto milanese mwa1ePellegrino Tibaldi e sconsacrata dal 1798cite-ref-97[97], ha ospitato nel 1989 una grande mostra dedicata alla famiglia dei pittori Piazza da Lodicite-ref-98[98] e nel 2001 una rassegna sull'opera grafica dell'artista statunitense mwa1oAndy Warholcite-ref-99[99].
Ex conventi di San Cristoforo e di San Domenico
Sono adibiti a sede centrale della mwa2iProvincia di Lodi; degni di nota sono i chiostri internicite-ref-artecitt-82-1[82].
In stile neoclassico, fu edificata in un'area periferica nel 1835, in occasione della visita dell'mwa2simperatore d'Austria mwa2wFerdinando Icite-ref-100[100]. L'edificio conserva le mwa3ereliquie del mwa3isanto lodigiano cui è dedicatocite-ref-101[101].
Architetture civili
mwa4gPalazzo Broletto
Edificato nel 1284 a fianco della Cattedrale, dopo numerosi rimaneggiamenti si presenta in forme neoclassiche, come risulta evidente dal mwa4oporticato e dalla mwa4sloggia superiore, su cui si affaccia la sala del consiglio comunalecite-ref-lodigiorno2-103-0[103]. Ai due lati del portico sono collocati il busto di mwa5aGneo Pompeo Strabone, che attribuì il titolo di mwa5emunicipium a mwa5iLaus Pompeia (a sinistra), e quello di mwa5mFederico Barbarossa, fondatore di mwa5qLaus Nova (a destra)cite-ref-lodigiorno2-103-1[103].
mwa5sOspedale Maggiore
Il nucleo più antico dell'edificio risale al XV secolocite-ref-guida53e54-104-0[104]; la struttura venne successivamente ampliata e trasformata in ospedalecite-ref-105[105]. La facciata in stile neoclassico fu realizzata alla fine del Settecento su disegno di mwa6uGiuseppe Piermarinicite-ref-guida53e54-104-1[104], lo stesso architetto del mwa6oTeatro alla Scala di mwa6sMilano. All'interno si trova un mwa6wchiostro con portico, loggiato e decorazioni in cotto del Quattrocentocite-ref-guida53e54-104-2[104].
mwa7gPalazzo Mozzanica
Sorto nella seconda metà del XV secolocite-ref-guida50-106-0[106], è il migliore esempio di dimora patrizia lodigianacite-ref-lodigiorno7-107-0[107]. La facciata è caratterizzata dalla presenza di una fascia marcapiano in terracotta, decorata con corone floreali e figure della mitologia marinacite-ref-108[108]; il portale è adornato da medaglioni che raffigurano mwa8yGian Galeazzo Visconti, mwa8cIsabella d'Aragona, mwa8gFrancesco e mwa8kBianca Maria Sforzacite-ref-lodigiorno7-107-1[107]. Il piano superiore è ricco di affreschicite-ref-lodigiorno7-107-2[107]. Secondo lo storico Giovanni Agnellicite-ref-109[109], vi soggiornò mwa9yFrancesco I re di Francia durante l'estate del 1509cite-ref-atlante157-110-0[110].
mwa90Palazzo Modignani
Risalente al XVIII secolo, ospitò numerosi personaggi illustri tra cui mwa98Napoleone Bonaparte e l'imperatore austriaco mwa-aFrancesco Giuseppecite-ref-guida50-106-1[106]. È presente un ampio cortile interno al quale si accede tramite una mwa-ucancellata in mwa-yferro battuto di mwa-cAlessandro Mazzucotelli; il mwa-gpiano nobile è riccamente affrescatocite-ref-guida50-106-2[106].
mwa-qPalazzo Vistarini
Edificato nel Trecento, deve il suo nome all'influente famiglia mwa-yghibellina che lo fece costruirecite-ref-guida33-111-0[111]. La struttura si presenta in forme gotiche: la facciata in mattoni è impreziosita da mwa-smonofore decorate con cornici in cotto; il portico è caratterizzato da mwa-warchi a sesto acuto e da mwa-0volte in parte affrescatecite-ref-guida33-111-1[111].
mwbaqPalazzo Galeano
È un edificio barocco risalente al XVII secolo, ampliato e trasformato in epoche successivecite-ref-112[112].
mwbawPalazzo Villani
Eretto nel XVI secolo, è contraddistinto da una facciata cinquecentesca con elementi architettonici barocchicite-ref-113[113].
mwbbqTeatro alle Vigne
Si tratta del principale teatro della città. Originariamente era una chiesa, mwbbycanonica dell'mwbbcordine degli mwbbgUmiliati; nel 1570 passò ai mwbbkpadri Barnabiti che convertirono l'edificio in istituto superiore di teologiacite-ref-vigne-114-0[114]. Dopo numerosi cambiamenti di destinazione d'uso e una radicale ristrutturazione, nel 1985 divenne sede del teatrocite-ref-vigne-114-1[114].
Palazzo del Governo
Si tratta di uno degli edifici più originali della città dal punto di vista architettonicocite-ref-governo-115-0[115]; è un palazzo di notevoli dimensioni che occupa un intero isolato alle spalle del palazzo municipale e si affaccia su piazza del Mercato. Realizzato nel 1929 su fondamenta di epoca medievalecite-ref-prefett-116-0[116], l'immobile riassume stili differenti: in particolare, il mwbc0bugnato dell'ordine inferiore richiama l'architettura venezianacite-ref-governo-115-1[115]. Dal 1995 è sede della mwbdiPrefettura di Lodicite-ref-prefett-116-1[116].
mwbdkVilla Braila
Storica residenza in mwbdsstile liberty, si trova a sud-est del centro cittadino ed è circondata da un esteso parco pubblicocite-ref-117[117].
mwbecPonte sull'Adda
È un mwbekponte ad archi ribassati che, attraversando il fiume, collega il quartiere Borgo Adda con Revellino-Campo di Marte. Fu costruito nel 1864 per rimpiazzare l'originario ponte di legno dove si svolse la mwbeobattaglia di Lodi, bruciato dalle truppe austriache nel 1859, durante la mwbesseconda guerra di indipendenzacite-ref-guida25-118-0[118].
Progettato da mwbfqRenzo Piano e sorto nei pressi della mwbfustazione ferroviaria a pochi passi dal centro storico, si sviluppa su oltre mwbfy3000 m² e rappresenta la costruzione più interessante della città sotto il profilo architettonico tra quelle della seconda metà del Novecentocite-ref-artecitt-82-2[82]cite-ref-lodigiorno12-119-0[119]. È stato scelto come ambientazione per alcuni mwbf8spot pubblicitaricite-ref-120[120].
Architetture militari
Mura di Lodi
La prima opera difensiva della città – già protetta su tre lati dalle mwbgwpaludi dell'Adda – consisteva in una semplice palizzata di legno protetta da un mwbg0fossato nel quale fu fatta scorrere la roggia Molina; in questo modo Lodi era diventata praticamente un'isolacite-ref-121[A 1]. La costruzione delle mura ebbe inizio il 3 agosto 1160, alla presenza di Federico Barbarossa, del vescovo Alberigo Merlino e dell'architetto mwbhicremonese Tinto Muso de Gata, e terminò nel 1211cite-ref-guida22e23-122-0[121]. Queste erano alte almeno sei o sette metri e i mwbhcmerli erano a coda di rondine in quanto la città era ghibellinacite-ref-123[122]. Nel periodo mwbhwsforzesco i sistemi di protezione si svilupparono particolarmente nei pressi del fiume, con la costruzione del mwbh0rivellino sulla sponda mwbh4cremasca e delle due torri alle estremità del ponte sull'Addacite-ref-guida23-43-1[43]. Nel 1607, in mwbimepoca spagnola, furono edificati dei mwbiqbaluardi molto estesi che si estendevano verso la campagna, dando alla città una struttura «stellata». Divenuti obsoleti e inutilizzabili, in mwbiuepoca austriaca furono abbattuti rapidamente a metà del Settecento, sostituiti dalla strada di mwbiycirconvallazione. Le mura antiche furono in gran parte demolite nel XX secolo a causa dell'espansione edilizia; al giorno d'oggi, in diversi punti della città ne rimangono tracce, tra cui la Specola di San Vincenzo nei pressi del parco dell'Isola Carolina.
mwbjiPorta Cremona
È l'unica rimasta fra le antiche porte di accesso alla città. Il suo aspetto attuale è dovuto al completo rifacimento realizzato tra il 1790 e il 1792 dall'architetto Antonio Dossenacite-ref-124[123].
Vie e piazze
Denominata «piazza Maggiore» fino al 1924cite-ref-lodigiorno2-103-2[103], rappresenta il cuore della cittàcite-ref-artecitt-82-3[82]: su di essa si affacciano, in particolare, il Duomo e il palazzo municipale (palazzo Broletto)cite-ref-guida33-111-2[111]. Caratterizzata da una pianta quadrangolarecite-ref-artecitt-82-4[82], è un raro esempio di mwblipiazza porticata su tutti i quattro laticite-ref-125[124]. Tale singolare peculiarità, unita all'eleganza dei palazzi che vi si affacciano (molto vari per colori e dimensioni), la rende un luogo particolarmente suggestivo, tant'è che il mwblcTouring Club Italiano l'ha inserita nel 2004 nella lista delle piazze più belle d'Italiacite-ref-126[125]. La selciatura della piazza, nel tipico «mwblwricciato» lombardo costituito da ciottoli di fiume, risalirebbe al 1471cite-ref-circuitopiazze-127-0[126] oppure, secondo alcune fonti, al XVIII secolocite-ref-artecitt-82-5[82].
Piazza Broletto
È un'area di forma trapezoidale, di dimensioni ridotte, chiusa fra i portici di palazzo Broletto e il fianco sinistro del Duomocite-ref-lodigiorno2-103-3[103]. In epoca medievale essa rappresentava il fulcro della vita pubblica cittadinacite-ref-128[127], ora è sede dell'autorità municipalecite-ref-129[128]. Al centro è collocata una mwbngfontana in mwbnkmarmo rosa di Carrara, ricavata dal mwbnofonte battesimale della Cattedrale e risalente al XIV secolocite-ref-lodigiorno2-103-4[103]. È un'area pedonale.
Piazza del Mercato
È una piazza di forma rettangolare, anch'essa pavimentata con il tipico «ricciato», su cui si affacciano l'abside del Duomo, un'ala secondaria di palazzo Broletto, il palazzo del Governo e il palazzo Vescovilecite-ref-lodigiorno6-130-0[129]. Nei giorni di sabato e domenica vi si tiene, come da tradizione, il mwboymercato ambulantecite-ref-mercati-131-0[130].
Piazza Castello
Si tratta di una piazza di dimensioni piuttosto ampie, adibita ad area pedonale a eccezione della fascia centrale che è aperta al traffico veicolare; prende il nome dal Castello Visconteo che vi si affacciacite-ref-artecitt-82-6[82]cite-ref-guida31-132-0[131]. Spicca inoltre una mwbpystatua dedicata a Vittorio Emanuele II, celebrativa dell'mwbpcunità d'Italiacite-ref-artecitt-82-7[82]cite-ref-guida31-132-1[131]. La piazza confina con il parco dell'Isola Carolinacite-ref-artecitt-82-8[82].
mwbqoPiazza Ospitale
Chiamata comunemente «piazza San Francesco», è cantata in alcune opere della poetessa Ada Negricite-ref-133[132]. Questa piazza rettangolare, anch'essa pavimentata con il «ricciato» e adibita ad area pedonale, è caratterizzata dalla presenza della chiesa di San Francesco e della facciata dell'Ospedale Maggiorecite-ref-circuitopiazze-127-1[126]; vi si trova inoltre una statua raffigurante lo scienziato mwbrqPaolo Gorinicite-ref-artecitt-82-9[82].
Piazza San Lorenzo
Si tratta di una piazza molto piccola, quasi nascosta fra un intrico di vie strette e tortuose tipiche del centro storico medievale di Lodicite-ref-lodigiorno4-83-1[83]; la sua atmosfera raccolta ma luminosa ricorda un mwbsacampiello mwbsevenezianocite-ref-lodigiorno4-83-2[83]cite-ref-circuitopiazze-127-2[126]. La piazza deriva il nome dall'omonima chiesa che vi si affacciacite-ref-lodigiorno4-83-3[83] ed è anch'essa un'area pedonale.
mwbtaCorso Roma
Ha origine da piazza della Vittoria ed è molto frequentato in virtù delle numerose attività commercialicite-ref-artecitt-82-10[82]. Analogamente ad altre vie del centro cittadino, offre quale principale motivo di interesse la presenza dei palazzi in stile liberty e dei suggestivi cortili interni delle abitazioni signorilicite-ref-lodigiorno12-119-1[119].
Aree naturali
Parco dell'Isola Carolina
Situato a ridosso del centro storico, nelle immediate vicinanze di piazza della Vittoria e di piazza Castello, deve il suo nome alla cascina Carolina che a sua volta fu battezzata così nel 1825 in onore di mwbt4Carolina Augusta di Baviera, moglie dell'imperatore mwbt8Francesco I d'Austriacite-ref-comuneisola-134-0[133]. Il parco ha una superficie di circa mwbuq50000 m²cite-ref-comuneisola-134-1[133] e venne realizzato a metà degli anni cinquanta del XX secolo grazie a una donazione di mwbukEnrico Mattei che volle in questo modo ricompensare la città presso la quale erano stati scoperti degli importanti giacimenti di mwbuogas naturalecite-ref-comuneisola-134-2[133]. Mattei non badò a spese e fece piantumare delle essenze di notevole interesse mwbu8botanicocite-ref-135[134], selezionate presso il mwbvqlago di Comocite-ref-comuneisola-134-3[133]. Dal 2006 ospita la sede del mwbvkParco Adda Sudcite-ref-sede-parcoaddasud-136-0[135].
Giardini pubblici Federico Barbarossa
Sono collocati quasi nel cuore del centro cittadino, lungo mwbwuviale IV Novembre: occupano l'area che costituisce lo spianamento del fossato in cui sino agli anni trenta del Novecento scorreva la roggia Molinacite-ref-137[136], che fra il 1931 e il 1937 venne canalizzata e coperta grazie al progetto dell'architetto locale Giovanni Attilio Fugazzacite-ref-lodicitt-1-138-0[137]. Il nucleo originario dei giardini risale però al 1835, anno della visita alla città da parte dell'imperatore Ferdinando I d'Austriacite-ref-lodicitt-1-138-1[137]cite-ref-agebassi88-139-0[138]. Al centro si erge il mwbxymonumento alla Resistenza, opera del 1967 dello scultore mwbxcGianni Vigorellicite-ref-140[139].
Lungo Adda Bonaparte
Permette di passeggiare nei pressi del fiume Adda, a contatto con la vegetazione fluvialecite-ref-141[140]; era uno dei luoghi prediletti dal poeta mwbymGiosuè Carducci quando visitava Lodicite-ref-142[141]. Nelle immediate adiacenze del lungofiume, a poca distanza dal [[ponte Napoleone Bonaparte|ponte]] e a fianco del tracciato della [[Greenway dell'Adda Sud]], si trova la ''Cattedrale vegetale'', opera dell'[[arte ambientale|artista ambientale]] [[Giuliano Mauri]]<ref>{{cita news|autore=Marina Arensi|titolo=Folla per il taglio del nastro della Cattedrale vegetale: «Lodi deve esserne fiera»|pubblicazione=Il Cittadino|giorno=24|mese=aprile|anno=2017|p=26}}</ref><ref>{{cita news|autore=Marina Arensi|titolo=Arte fatta di natura: Mauri si definiva «secondo scultore»|pubblicazione=Il Cittadino|giorno=24|mese=aprile|anno=2017|p=27}}</ref>.
Bosco del Belgiardino
Si tratta di una piccola oasi naturalistica situata sulle rive dell'Addacite-ref-belgia-143-0[142]cite-ref-144[143], al confine con il territorio di mwbzmMontanaso Lombardo; dall'area hanno origine numerosi sentieri che permettono di visitare i boschi circostanti, parzialmente trasformati in mwbzqorto botanicocite-ref-belgia-143-1[142], in cui inoltre vivono uccelli acquatici come mwbzkgallinelle d'acqua, mwbzogermani reali, mwbzscigni, mwbzwaironi e mwbz0tuffetticite-ref-atlante144-68-1[68]. Durante l'estate diventa un centro ricreativo grazie alla presenza di una piscina gestita dal Comune di Lodicite-ref-belgia-143-2[142].
È un'area di notevole interesse naturalistico, realizzata a cura della Provincia di Lodi tramite un finanziamento della Regione Lombardiacite-ref-forestapianura-145-0[144]. Situata nelle vicinanze del centro abitato, può essere visitata grazie alla presenza di percorsi ciclopedonalicite-ref-forestapianura-145-1[144]. Si tratta di un mwbbirimboschimento realizzato con specie arboree e arbustive autoctonecite-ref-146[145], con destinazione giuridica permanente a boscocite-ref-147[146].
Società
Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere
Come molti altri centri dell'Italia settentrionale, nel XXI secolo Lodi è diventata una città multietnica con una presenza significativa di cittadini provenienti dall'estero. Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti nel comune erano 6 301, ovvero il 14,00% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti:cite-ref-149[148]
• Romania 1710
• Egitto 665
• Albania 514
• Nigeria 301
• Cina 253
• Perù 226
• Tunisia 185
• Ecuador 183
• Marocco 175
• Ucraina 160
Tradizioni e folclore
La festa di san Bassiano
Il 19 gennaio di ogni anno si svolge la mwbc4festa patronale di mwbc8san Bassianocite-ref-sanbassiano-150-0[149]cite-ref-patrono-cittadino-151-0[150]. Le celebrazioni religiose si aprono la sera precedente in mwbdgCattedrale, dove ha luogo la veglia diocesana presieduta dal vescovocite-ref-152[151]. La giornata festiva propriamente detta ha invece inizio la mattina del 19 gennaio, con il corteo delle autorità civiche da mwbd0palazzo Broletto al Duomo, accompagnate da figuranti in costume medievale; nella mwbd4cripta, dove sono custodite le spoglie del santo, vengono pronunciati i discorsi ufficiali del sindaco e del vescovocite-ref-patrono-cittadino-151-1[150]cite-ref-festa-patronale-153-0[152].
Dopo la messa solenne, sotto i portici di palazzo Broletto ha luogo la distribuzione gratuita di «mwbe0mwbe4büšèca» (la mwbe8trippa cucinata alla lombarda con pancetta, verdure e fagioli), tè caldo e mwbfavin brulé; contemporaneamente, nell'arco di tutta la giornata, in mwbfepiazza della Vittoria si tiene la tradizionale fiera di san Bassianocite-ref-festa-patronale-153-1[152]cite-ref-154[153]. Nel pomeriggio, dopo la celebrazione dei mwbfovespri, si svolge infine la cerimonia di consegna delle onorificenze civiche e del premio «Il Fanfullino della riconoscenza», attribuito ai lodigiani che si distinguono nei campi dell'impegno sociale e della promozione culturale o scientificacite-ref-sanbassiano-150-1[149]cite-ref-festa-patronale-153-2[152].
La festa di santa Lucia
Lodi è una delle città del nord Italia in cui mwbgusanta Lucia è venerata come portatrice di donicite-ref-santalucia-155-0[154]: secondo la tradizione, nei giorni antecedenti la ricorrenza del 13 dicembre, i bambini elencano i regali desiderati in una lettera che dev'essere poi inserita nell'urna collocata per l'occasione in Duomo, ai piedi della statua della santacite-ref-156[155]. I preparativi per la festa hanno inizio in uno dei primi pomeriggi del mese, quando in città si svolge la «veglia di santa Lucia», una manifestazione riservata ai bambini della scuola primaria e dell'infanziacite-ref-157[156]. Inoltre, dall'8 dicembrecite-ref-158[A 2] alla mezzanotte del 12 dicembre, in piazza della Vittoria si tiene l'antica fiera di santa Lucia, con bancarelle per la vendita di giocattoli, dolciumi e articoli di artigianatocite-ref-santalucia-155-1[154]cite-ref-159[157]cite-ref-160[158].
Il mercato
Il mercato ambulante del centro storico è una delle tradizioni popolari più antiche e significative della cittàcite-ref-lodigiorno6-130-1[129]. Al sabato e alla domenica si svolge nell'omonima piazza, mentre al martedì e al giovedì ha luogo in piazza della Vittoriacite-ref-mercati-131-1[130]. È costituito da un numero di banchi variabile tra 75 e 78cite-ref-161[159]; presso quelli specializzati in generi alimentari è possibile trovare i prodotti tipici della mwbjacucina localecite-ref-lodigiorno6-130-2[129].
Il Palio dei rioni
Dal 1986 ha luogo ogni anno il «mwbjwPalio dei rioni»cite-ref-palio-162-0[160], una mwbkerievocazione storica che consiste in una serie di sfide fra gli antichi quartieri della città. La giornata del Palio inizia nella Cattedrale, con una messa solenne presieduta dal vescovo; in seguito alla sfilata in costume tradizionale, si svolge la «gara degli anelli», durante la quale un fantino monta su un cavallo di legno e ferrocite-ref-163[161] e, spinto da due atleti, deve cercare di infilare con la sua mwbkylancia quattro anelli posti sul perimetro del quadrilatero di piazza della Vittoria, nel minor tempo possibilecite-ref-palio-162-1[160]. La manifestazione prosegue con la «mwbkscursa dei cavài»cite-ref-164[A 3], nella quale i concorrenti devono far percorrere tre giri della piazza al cavallo montato dal fantino, cercando di arrivare per primi al traguardo posizionato davanti al sagrato del Duomocite-ref-palio-162-2[160]. Il rione proclamato vincitore in base alla classifica delle varie prove riceve «mwblqel bastón de san Bassan»cite-ref-165[A 4] dalle mani del sindaco della città. Talvolta la graduatoria finale è determinata anche dall'esito di alcune competizioni che si svolgono sul fiume mwblkAdda durante l'estate, tra cui un concorso per barche allegoriche, una gara di canoa e una di «biciclette fluviali»cite-ref-166[162]. Il mwbl4Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo ha attribuito al Palio di Lodi il titolo di «patrimonio d'Italia per la tradizione»cite-ref-167[163], un riconoscimento volto a valorizzare le manifestazioni folcloristiche di maggior rilievo a livello nazionalecite-ref-168[164].
Qualità della vita
La seguente tabella riporta le posizioni occupate dal comune di Lodi nella graduatoria pubblicata ogni anno da mwbmkLegambiente nell'ambito del rapporto «Ecosistema urbano» sulla qualità ambientale delle città capoluogo di provincia. Fra la 18ª e la 20ª edizione della ricerca, i comuni sono stati valutati separatamente a seconda della popolazione; Lodi è stata collocata nel gruppo delle «città piccole»cite-ref-169[165].
| Anno | Posizione | Anno | Posizione | Anno | Posizione | Anno | Posizione |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| 1994 | 19ª [ 166 ] | 1995 | 41ª (−22) [ 167 ] | 1996 | 67ª (−26) [ 168 ] | 1997 | 13ª (+54) [ 169 ] |
| 1998 | 5ª (+8) [ 170 ] | 1999 | 36ª (−31) [ 171 ] | 2000 | 13ª (+23) [ 172 ] | 2001 | 24ª (−11) [ 173 ] |
| 2002 | 21ª (+3) [ 174 ] | 2003 | 17ª (+4) [ 175 ] | 2004 | 60ª (−43) [ 176 ] | 2005 | 33ª (+27) [ 177 ] |
| 2006 | 61ª (−29) [ 178 ] | 2007 | 61ª (=) [ 179 ] | 2008 | 51ª (+10) [ 180 ] | 2009 | 60ª (−9) [ 181 ] |
| 2010 | 43ª (+17) [ 182 ] | 2011 | 9ª [ 183 ] [ A 5 ] | 2012 | 9ª (=) [ 184 ] | 2013 | 19ª (−10) [ 185 ] |
| 2014 | 47ª [ 186 ] [ A 5 ] | 2015 | 61ª (−14) [ 187 ] | 2016 | 65ª (−4) [ 188 ] | 2017 | 20ª (+45) [ 189 ] |
| 2018 | 35ª (−15) [ 190 ] | 2019 | 27ª (+8) [ 191 ] | 2020 | 25ª (+2) [ 192 ] | 2021 | 31ª (−6) [ 193 ] |
| 2022 | 35ª (−4) [ 194 ] | 2023 | 26ª (+9) [ 195 ] | 2024 | | 2025 | |
Cultura
Biblioteche
La mwb18Biblioteca comunale Laudense ha antiche origini e fu aperta al pubblico nel 1792: la sua sezione storica custodisce circa mwb2a11 000 volumi tra mwb2eincunaboli, mwb2icinquecentine, mwb2mcodici miniati e mwb2qmanoscritti, oltre a preziose mwb2ustampe e mwb2ycarte geografichecite-ref-biblio-201-0[196]cite-ref-202[197]. Il fondo moderno è invece costituito da più di mwb28135 000 volumicite-ref-203[198].
Università e ricerca scientifica
Dal 2005 è attivo a Lodi un polo scientifico-universitario, composto dal mwb3sParco Tecnologico Padano e da alcune strutture dell'mwb3wUniversità degli Studi di Milanocite-ref-204[199].
Il Parco Tecnologico Padano è uno dei più importanti centri di ricerca a livello europeo nel campo delle mwb4ibiotecnologie agroalimentaricite-ref-ptp-corriere-14-1[14]cite-ref-205[200]cite-ref-206[201].
Il polo dell'Università degli Studi di Milano comprende la sede della mwb5afacoltà di mwb5emedicina veterinaria, progettata dall'architetto giapponese mwb5iKengo Kuma, accanto alla quale si trovano un centro mwb5mzootecnico didattico-sperimentalecite-ref-207[202] e un mwb5gospedale veterinario costituito da strutture didattiche e cliniche per mwb5kequini, mwb5obovini, mwb5ssuini, mwb5wovini, mwb50caprini e mwb54animali da compagniacite-ref-208[203]. Ha inoltre sede in città il Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e Lattiero-Casearie, nato dall'accorpamento dell'Istituto Sperimentale per le Colture Foraggeremwb6m – retto dal 1948 al 1976 dall'illustre agronomo mwb6qGiovanni Haussmanncite-ref-209[204]mwb6k – con l'Istituto Sperimentale Lattiero-Caseario e l'Istituto Sperimentale per la Zootecnia dei Bovini da Lattecite-ref-210[205].
A Lodi è operativa anche una sede distaccata dell'mwb68Università degli Studi della Repubblica di San Marinocite-ref-211[206].
Scuole
Nel territorio comunale sono presenti 17 mwb7yscuole dell'infanzia, 12 mwb7cscuole primarie, 6 mwb7gscuole secondarie di primo grado, 9 mwb7kscuole secondarie di secondo grado e 4 mwb7ocentri di formazione professionalecite-ref-scuole-212-0[207].
Musei
A Lodi hanno sede alcuni importanti musei, tra cui il mwb8eMuseo civicocite-ref-213[208], la mwb8yCollezione anatomica Paolo Gorinicite-ref-214[209], il mwb8sMuseo di scienze naturalicite-ref-215[210], il mwb9aMuseo del tesoro del tempio dell'Incoronatacite-ref-216[211], il mwb9uMuseo diocesano di arte sacracite-ref-217[212] e il mwb9oMuseo della stampa e stampa d'artecite-ref-218[213].
Media
Si trovano in città la redazione del quotidiano locale mwb-emwb-iil Cittadinocite-ref-219[214] e una sede distaccata dell'mwb-cemittente televisiva mwb-gTelepacecite-ref-220[215].
Arte
Lodi è rinomata per la sua mwb-uproduzione di ceramica artisticacite-ref-221[216]. Attestata sin dal XV secolo, l'attività conobbe una decisa espansione tra il Settecentomwb-o – con le fabbriche mwb-sCoppellotti, mwb-wRossetti e mwb-0Ferrettimwb-4 – e l'Ottocento, grazie ai Dossena. Fra i principali soggettimwb-8 – riprodotti in monocromia mwcaaturchina e in mwcaepolicromiamwcai – figurano paesaggi con rovine, mwcamnature morte, motivi floreali, scenette popolari e cineserie. La produzione contemporanea di ceramica artistica lodigiana «Vecchia Lodi» si concentra sulla rivisitazione dei modelli stilistici della manifattura Ferretticite-ref-222[217]. Lodi è annoverata fra le «Città della Ceramica – Ceramica Artistica Tradizionale»cite-ref-223[218], marchio di cui si fregiano i numerosi laboratori artigianicite-ref-224[219].
Negli anni cinquanta del Novecento la città fu sede di due competizioni di pittura: il premio «Città di Lodi» (1950) e il concorso «Lodi e il mondo del latte» (1956), indetti rispettivamente in occasione della seconda e della quinta Fiera del Lattecite-ref-225[220].
Cucina
La mwcb4gastronomia lodigiana è prevalentemente caratterizzata dai prodotti caseari. Il più rinomato tra i mwcb8formaggi locali è il mwccaGrana Padano mwcceDOPcite-ref-granapadano-226-0[221]. Parallelalmente viene prodotta un'altra versione di mwccyformaggio grana denominata mwcccTipico Lodigiano mwccgPATcite-ref-pat-227-0[222], che deriva direttamente dalla lavorazione tradizionale del mwcc0Granone Lodigiano, ormai scomparso; questo antico prodotto, considerato il «capostipite» di tutti i formaggi grana, presentava peculiarità particolari: il suo colore era giallo, in quanto alla pasta veniva aggiunto dello mwcc4zafferano; inoltre, non venendo pressato, durante la stagionatura espelleva mwcc8siero, formando la caratteristica «lacrima»cite-ref-st-228-0[223]cite-ref-229[224]. Le forme di grana giovani vengono tagliate a metà e raschiate con un apposito attrezzo: mediante questa tecnica si ottengono delle sfoglie sottilissime, note come mwcdgmwcdkraspadüracite-ref-st-228-1[223]. Altri formaggi tipicamente lodigiani sono il mwcd4mascarpone PATcite-ref-pat-227-1[222] e il mwcempannerone PATcite-ref-pat-227-2[222], entrambi preparati con la mwcegpanna. mwcekFrittate, mwceozuppe e mwcesinsaccati di maiale rappresentano le altre specialità; esistono anche numerosi dolci tipici, quali la mwcewTortionata PATcite-ref-pat-227-3[222], gli Amaretti Fanfullini e gli Gnam-gnamcite-ref-230[225].
Eventi
Il «Festival dei sette peccati capitali», promosso dal comune, si è articolato in sette edizioni che hanno avuto luogo nella primavera di ogni anno dal 2003 al 2009, richiamando oltre mwcfc20 000 presenze per ognuno degli episodicite-ref-corriere-vizi-231-0[226]. Ciascuna delle sette edizioni è stata caratterizzata da eventi culturali, dibattiti, mostre e laboratori dedicati a uno dei sette mwcfwvizi capitali della tradizione filosofica occidentalecite-ref-corriere-vizi-231-1[226]cite-ref-232[227]. Negli anni successivi, la rassegna è stata sostituita dai festival «Comportamenti umani» (2010-2015) e «Generare futuro» (2016-2017)cite-ref-233[228].
A partire dal 2010 si svolge ogni autunno in città il «Festival della fotografia etica», una delle esposizioni di mwcgofotografia documentaria più rilevanti su scala internazionalecite-ref-234[229].
Geografia antropica
Urbanistica
Nei primi secoli di vita della città, lo sviluppo urbanistico procedette lentamentecite-ref-guida24-235-0[230]: il corpo di fabbrica della mwchyCattedrale, la cui costruzione fu intrapresa tra il 1158 e il 1160, venne completato oltre cento anni dopo, se si escludono i rimaneggiamenti successivi; alla fine del XII secolo sorse la mwchcchiesa di San Lorenzo, mentre mwchgSan Francesco e il primo nucleo di mwchkpalazzo Broletto risalgono agli ultimi decenni del Duecentocite-ref-guida24-235-1[230]. Il secolo seguente ha lasciato in eredità il mwch4palazzo Vistarini, il mwch8Castello e la mwciachiesa di Sant'Agnesecite-ref-guida24-235-2[230]. Nel tardo Quattrocento, ricordato come il periodo di massimo splendore della cittàcite-ref-agebassi55e59-10-2[10], sorsero numerosi nuovi edifici, tra cui il mwcikpalazzo Mozzanica, l'Ospedale Maggiore e il mwcioTempio Civico dell'Incoronatacite-ref-guida24-235-3[230]; nella stessa epoca fu consolidato il sistema di fortificazioni difensivecite-ref-guida23-43-2[43] che risaliva agli inizi del Duecentocite-ref-guida22e23-122-1[121]. Tra Cinquecento e primo Settecento, infine, videro la luce il mwcjccomplesso di San Cristoforo e il mwcjgpalazzo Modignanicite-ref-guida24-235-4[230].
L'aspetto attuale del centro storico, tuttavia, si deve prevalentemente alle opere compiute tra Settecento e Ottocento, che alterarono la struttura urbanistica originaria dell'antico nucleo mwckimedievale di Lodicite-ref-guida24e25-236-0[231]. Durante l'mwckcepoca austriaca, in particolare, grazie alla ripresa economica si registrò un forte sviluppo ediliziocite-ref-guida24e25-236-1[231] che trasformò il volto della città nel segno dell'mwckwarchitettura tardo-barocca: vennero edificate le nuove chiese di mwck0Santa Maria del Solecite-ref-237[232], mwcliSanta Maria Maddalenacite-ref-guida61-94-1[94] e mwclcSan Filippocite-ref-guida76-87-1[87], mentre il mwclwpalazzo Vescovile fu interamente ristrutturatocite-ref-guida37e39-88-1[88]. Numerosi monasteri ed edifici religiosi minori vennero sconsacrati e in alcuni casi demoliti per fare spazio a nuove abitazioni private; le vie principali, inoltre, furono allargate mediante la rimozione dei mwcmeparacarri e l'abbattimento dei mwcmiporticicite-ref-guida24e25-236-2[231]. Risale al medesimo periodo l'apertura dei primi due mwcmccimiteri mwcmgsuburbani di mwcmkRiolo e di San Fereolocite-ref-guida25-118-1[118]. Si procedette anche alla demolizione dei mwcm4baluardi costruiti durante la mwcm8dominazione spagnola del Seicento; al loro posto venne disegnata una strada di mwcnacirconvallazione lunga mwcne3700 m, che raccordava tutte le porte della città, impiegate da secoli come barriere daziariecite-ref-238[233]. Nel 1835, il segmento meridionale della circonvallazione fu trasformato in "passeggio pubblico"cite-ref-agebassi88-139-1[138].
A metà dell'Ottocento, l'abitato di Lodi era ancora interamente racchiuso entro le mura medievalicite-ref-239[234]; all'esterno del perimetro della città murata, oltre a numerosi mwcn8cascinalicite-ref-240[A 6], si trovavano alcuni borghi (mwcoqSan Grato, San Fereolo e San Bernardo), posti in corrispondenza degli incroci stradali tra la viabilità regionale e quella locale, a una distanza variabile tra i 2 e i 5mwcou km dal centro cittadinocite-ref-241[235]. Questo articolato assetto urbanistico venne modificato nel 1861 dall'apertura della mwcoolinea ferroviaria Milano-Bologna, che toccava Lodi lambendo la parte meridionale del nucleo abitato: la strada ferrata, infatti, rappresentò l'ostacolo principale quando, nei decenni successivi, la città cominciò con lentezza a espandersi nelle aree limitrofe all'anello di circonvallazione delle muracite-ref-242[236].
Tra il 1864 e gli inizi del Novecento vennero realizzati numerosi interventi urbanistici: dei due cimiteri di Riolo e San Fereolo, venne ampliato il primo mentre l'altro fu dismesso; nel 1886 fu intrapresa inoltre la costruzione del mwcpqCimitero Monumentale (più noto come "Maggiore")cite-ref-243[237]. Per quanto riguarda la rete stradale, le opere più importanti furono l'edificazione del nuovo mwcpkponte sull'Adda in muraturacite-ref-guida25-118-2[118], la riqualificazione della zona di mwcp4piazza della Vittoriacite-ref-244[238], l'ampliamento di piazza Ospitale e la costruzione di un asse viario tra la mwcqmstazione ferroviaria e il centro storico, con l'apertura di viale Dante e di piazza Castellocite-ref-bigatti114-245-0[239]. A livello di infrastrutture, nel 1880 furono inaugurate quattro mwcqgtranvie extraurbane a vapore: la mwcqkMilano-Lodi, la mwcqoLodi-Treviglio-Bergamo, la mwcqsLodi-Sant'Angelo e la mwcqwLodi-Crema-Soncinocite-ref-bigatti114-245-1[239]. Nel medesimo periodo, ebbe luogo un rapido processo di urbanizzazione del quadrilatero compreso tra il pubblico passeggio e la ferrovia: ad alcuni insediamenti produttivi, si aggiunse nel 1904 il primo lotto di abitazioni popolaricite-ref-246[240]. Contemporaneamente, ancora più a sud, sorsero i primi grandi complessi industriali: il Linificio Canapificio Nazionale in zona San Fereolo e le mwcruOfficine Meccaniche Lodigiane presso la località Camolinacite-ref-247[241].
Dopo una fase di moderata crescita tra gli anni venti e la mwcrsseconda guerra mondialecite-ref-248[242], a partire dal 1955 lo sviluppo della città si fece sempre più rapido e cominciò a interessare entrambe le sponde dell'mwcsaAddacite-ref-guida25-118-3[118]: vennero creati nuovi quartieri, tra cui quello delle «case Fanfani» (a ovest del centro storico) e il «villaggio Oliva» (a sud-ovest), entrambi realizzati nell'ambito del piano mwcsuINA-Casacite-ref-249[243]. Tra gli anni settanta e i duemila, oltre al compimento di un sistema di mwcsostrade tangenziali, ebbe luogo la dismissione di gran parte del patrimonio edilizio industriale, riconvertito in nuove aree residenzialicite-ref-250[244].
Frazioni
• mwctcFontanacite-ref-atlante129-251-0[245] si trova 3mwctw km a nord-est della città, nella porzione di territorio situata sulla riva sinistra dell'Addacite-ref-mappa-19-1[19]. La località, che ospita un mwcuesantuario edificato tra il Cinquecento e il Seicentocite-ref-252[246], è attraversata dalla mwcuyex strada statale Pavia-Bresciacite-ref-mappa-19-2[19] e conta 304 residenticite-ref-frazioni-253-0[247].
• mwcvaOlmocite-ref-atlante129-251-1[245] è un insediamento di 197 abitanticite-ref-frazioni-253-1[247], collocato 4mwcvk km a sud-est del centro cittadino, lungo la mwcvoVia Emiliacite-ref-mappa-19-3[19].
• mwcwaRiolocite-ref-atlante129-251-2[245], già mwcwufrazione del comune suburbano di mwcwyVigadorecite-ref-vigadoreantico-254-0[248], è una località situata tra Lodi e mwcwsDovera, nell'mwcwwOltreadda Lodigianocite-ref-mappa-19-4[19]. È lambita dal tracciato della mwcxestrada Bergaminacite-ref-mappa-19-5[19] e dispone di una scuola primariacite-ref-scuole-212-1[207]; vi abitano 120 personecite-ref-frazioni-253-2[247].
Altre località del territorio
• mwczaBottedo è una località rurale situata a ovest della città, nei pressi della mwczelinea ferroviaria Milano-Bologna, a una distanza di circa 5mwczi km dal centro storicocite-ref-mappa-19-7[19]. Fino al 1873 costituì un comune autonomocite-ref-255[249]; al giorno d'oggi si presenta come un grosso mwczscascinale in cui risiedono poche famigliecite-ref-frazioni-253-4[247].
• mwcaeTorre de' Dardanoni è una cascina che si trova sulle rive della roggia Cassinetta, nelle vicinanze del confine con il comune di mwcaiLodi Vecchio, a sud-ovest del capoluogocite-ref-mappa-19-8[19]; fino al 1841 fu sede di una municipalitàcite-ref-256[250]. In seguito allo spopolamento delle aree rurali, la località risulta disabitatacite-ref-frazioni-253-5[247].
Economia
Agricoltura e allevamento
L'mwcckagricoltura e l'mwccoallevamento sono di fondamentale importanza per Lodi e per il suo territorio fin dal mwccsMedioevocite-ref-risorse-258-0[252]. A testimonianza di quanto il mwcdasettore primario sia tuttora significativo, i daticite-ref-259[A 7] riferiscono di mwcdu1 786 aziende nel territorio della mwcdyprovincia che producono soprattutto mwcdcmais (47% della mwcdgsuperficie agricola utilizzata) e mwcdkforaggi (24% della SAU)cite-ref-cens-agriprov-260-0[253]. Per quanto riguarda il territorio comunale, sono attive invece 84 aziende e la superficie agricola utile è costituita da mwcd42 130 ettari, dei quali il 48% coltivati a mwcd8mais; sono presenti inoltre mwcea5 495 capi mwceebovini e mwcei23 362 capi mwcemsuinicite-ref-cens-agricitt-261-0[254].
Industria e artigianato
I primi stabilimenti industriali nati a Lodi erano legati alla trasformazione dei prodotti del settore primario: il Lanificio Varesi (1868), la mwcfmPolenghi Lombardo che fu la prima azienda in Italia a trattare a ciclo completo il mwcfqlatte (1870), le Officine Sordi che costruivano macchine per il settore lattiero-caseario (1881), il Linificio Canapificio Nazionale (1909)cite-ref-risorse-258-1[252]. Fra le altre industrie presenti in città, particolarmente sviluppato era il mwcfksettore meccanico: erano attive per esempio le mwcfoOfficine Meccaniche Lodigiane (1908), le Officine Meccaniche Folli-Gay (1922), le Officine Curioni (1925) e le Officine Elettromeccaniche Adda (1926)cite-ref-risorse-258-2[252]. Queste ultime negli anni ottanta furono acquistate dalla mwcf8multinazionale mwcgaABBcite-ref-abb-264-0[257], che nel 1994 vi trasferì il proprio centro mondiale per la costruzione di mwcgutrasformatori, di mwcgyinterruttori per l'mwcgcalta tensione e di mwcggsottostazioni elettrichecite-ref-abb-264-1[257]; nel 2016 l'impresa contava circa 230 dipendenticite-ref-265[258].
Nel 1944 si cominciò a estrarre il mwchcgas metano dai pozzi della vicina mwchgCaviaga e a sperimentarne le applicazioni nel locale centro studi dell'mwchkAgip. Il mwchocane a sei zampe, mwchslogo della compagnia, sarebbe ispirato al fantastico drago mwchwTarantasio che avrebbe infestato il mwch0lago Gerundo: quando fu scoperto il metano in quelle zone, infatti, si immaginò che l'animale, un tempo guardiano delle mwch4paludi e poi scomparso sotto terra dopo la loro mwch8bonifica, fosse riapparso in forma di gascite-ref-266[259]. Lodi fu la prima città in Italia a servirsi del metano per usi domestici e industrialicite-ref-267[260]. Sempre nell'ambito dell'mwcigindustria petrolchimica, dal 1963 ha sede a Lodi la mwcikItelyum, che si occupa di riciclaggio di mwciooli lubrificanti usati attraverso un processo di ri-mwcisraffinazionecite-ref-268[261]. Nel 2007 il mwcjafatturato è stato di 100 milioni di mwcjeeuro e l'azienda impiegava 170 dipendenticite-ref-269[262].
Al confine del territorio municipale di Lodi, in un'area di competenza dei comuni di mwcjcMontanaso Lombardo e mwcjgTavazzano con Villavesco, sorge una grande mwcjkcentrale termoelettrica di proprietà della mwcjoEPH, alimentata a mwcjsgas naturalecite-ref-centr-270-0[263]. La centrale, con una potenza installata di mwcka1740 MWcite-ref-eon-271-0[264], è una delle più importanti d'Italia e nel 2019 contava 73 dipendenticite-ref-centr-270-1[263]cite-ref-272[265]. Il primo nucleo, realizzato nel 1952 nell'ambito del mwck0Piano Marshallcite-ref-273[266]cite-ref-274[267], fu inaugurato da mwclyEnrico Mattei e dal mwclcpresidente del Consiglio mwclgAlcide De Gasperi; gli impianti attuali sono stati attivati in diversi scaglioni tra il 2002 e il 2010cite-ref-eon-271-1[264]. La centrale preleva l'acqua di raffreddamento dal mwcl0canale Muzza, dal canale Belgiardino e dal mwcl4fiume Addacite-ref-eon-271-2[264].
Al giorno d'oggi le industrie più sviluppate sono quella mwcmqcasearia (il Lodigiano è una delle 14 aree in cui è concentrata la produzione del mwcmuGrana Padanocite-ref-granapadano-226-1[221]) e quella mwcmoartigianale, in particolare nei settori della mwcmsceramica e della mwcmwcosmesi (L'Erbolariocite-ref-275[268]).
Servizi
Fra le più importanti imprese dell'ambito dei servizi si annovera mwcnmZucchetti, che opera nel settore mwcnqsoftware e mwcnuhardware; con circa mwcny7 000 dipendentimwcnc – di cui mwcng1 300 solo a Lodimwcnk – e un fatturato di oltre un miliardo di euro, è uno dei leader italiani nel campo dell'informaticacite-ref-276[269].
Lodi ha inoltre una notevole attività bancaria: la mwcn8Banca Popolare di Lodi, fondata dall'attivista mwcoaTiziano Zalli nel 1864, è stata la prima mwcoebanca popolare sorta in Italiacite-ref-277[270]; dal 2007 fa parte del gruppo mwcoyBanco Popolare (poi diventato mwcocBanco BPM), terzo polo bancario a livello nazionalecite-ref-278[271]cite-ref-279[272].
Nel 1997, Lodi fu una delle prime città a essere cablata con la mwcpefibra ottica nell'ambito del mwcpiprogetto Socrate di mwcpmTelecom Italia, finalizzato a creare una rete per la mwcpqTV via cavo e per la trasmissione di daticite-ref-280[273].
Agli inizi del XXI secolo, prima della mwcpogrande recessione, la città beneficiò di una notevole crescita economica grazie al rifiorire delle attività commerciali, all'ampliamento del sistema di strade tangenziali e allo sviluppo di tecnologie per l'ambiente (in virtù della discreta frazione di mwcpsrifiuti riciclabili prodotti dai lodigianicite-ref-281[274] e della tecnologia del mwcqateleriscaldamentocite-ref-282[275]).
Turismo
Lodi ha fatto parte del circuito delle mwcqccittà d'arte della Pianura Padana dal 1999 al 2018, anno di scioglimento dell'entecite-ref-citt-arte-16-1[16]cite-ref-283[276]. A partire dagli anni duemila il turismo ha rappresentato un settore in forte espansione sul territorio: nel 2006, per esempio, sono stati registrati mwcra137 000 arrivi, con un incremento del 116% rispetto a tre anni primacite-ref-284[277].
Oltre al turismo culturale, particolarmente importante è quello naturalistico, in virtù anche dell'efficiente rete ciclabile che dal capoluogo si diparte in tutto il territoriocite-ref-285[278]. Il turismo enogastronomico si concentra soprattutto nei mesi compresi fra ottobre e dicembre, durante i qualimwcro – a partire dal 1988mwcrs – si svolge la «rassegna gastronomica del Lodigiano»cite-ref-286[279]cite-ref-287[280].
Infrastrutture e trasporti
Strade
Lodi è un nodo stradale di importanza regionale: la città è servita dalla mwcscstrada statale 9 Via Emilia e da numerose mwcsgstrade provinciali, tra cui la mwcskex SS 235 mwcsoPavia-mwcssBrescia e la mwcswex SS 472 mwcs0Treviglio-Lodi. Le strade convergenti sulla città sono raccordate dalle mwcs4tangenziali Sud ed mwcs8Est, che formano un semianello (interrotto nel settore nord-ovest) con caratteristiche di mwctasuperstradacite-ref-mappa-19-10[19].
Nelle vicinanze transita inoltre l'mwctyAutostrada del Sole; l'uscita «Lodi», posta nel territorio comunale di mwctcPieve Fissiraga, si trova 6mwctg km a sud-ovest della città.
Ferrovie e tranvie
La mwcuastazione di Lodi è posta sulla mwcueferrovia Milano-Bologna ed è servita principalmente da treni mwcuisuburbani, mwcumregionali (Milano-mwcuqPiacenza) e regionali veloci (Milano-Bologna e Milano-Mantova), svolti da mwcuuTrenord e da mwcuyTPER, nonché da alcune relazioni a lunga percorrenza operate da mwcucTrenitalia. Il traffico è prevalentemente mwcugpendolare verso il capoluogo lombardo; la stazione serve un ampio bacino d'utenza costituito da viaggiatori provenienti anche dai paesi limitrofi e dal mwcukCremascocite-ref-288[281].
Fra il 1880 e i primi decenni del Novecento, Lodi fu al centro di una vasta rete di mwcu8tranvie extraurbane che comprendeva le linee mwcvaMilano-Lodi, mwcveLodi-Treviglio-Bergamo, mwcviLodi-Sant'Angelo e mwcvmLodi-Crema-Soncino, permettendo di collegare la città con i principali capoluoghi della Lombardiacite-ref-bigatti114-245-2[239].
Mobilità urbana
La città è dotata di una rete urbana di autobus gestita dalla società mwcvoSTAR Mobility, che fornisce il servizio attraverso le corse di sette lineecite-ref-289[282].
Amministrazione
La storia amministrativa del Comune di Lodi dall'mwcw8istituzione della Repubblica Italiana a oggi può essere suddivisa in due fasi: per i primi trent'anni si sono succeduti esclusivamente mwcxasindaci della mwcxeDemocrazia Cristiana, mentre dal 1975 in avanti la città è stata amministrata prevalentemente da esponenti di mwcxisinistra o di mwcxmcentro-sinistracite-ref-293[285]cite-ref-294[286].
Gemellaggi
• Flossenbürg, dal 1999cite-ref-gem-295-3[287];
• Fontainebleau, dal 2011cite-ref-gem-295-4[287];
• San Bassano, dal 2023cite-ref-gem-295-5[287].
Altre informazioni amministrative
Il comune fa parte del consorzio di gestione del mwc0kParco Adda Sud, la cui sede si trova a Lodicite-ref-sede-parcoaddasud-136-1[135]cite-ref-296[288].
Nel 1877 furono annessi al territorio municipale i mwc1mcomuni mwc1qsuburbani di mwc1uChiosi Uniti con Bottedo e mwc1yChiosi d'Adda Vigadorecite-ref-297[289]. Il termine «mwc1schiosi», di origine mwc1wdialettale, indicava le terre agricole circostanti la città di Lodicite-ref-298[290], analogamente ai più noti mwc2eCorpi Santi intorno a mwc2iMilano.
Sport
Lo mwc2ysport a Lodi si articola in numerose attivitàcite-ref-coni-299-0[291]. Società e atleti lodigiani hanno conseguito titoli a livello italiano e internazionale.
La disciplina sportiva più seguita è per tradizione l'mwc2whockey su pistacite-ref-300[292]. La principale squadra della città, l'mwc3eAmatori Lodi, ha conquistato quattro mwc3iscudetti, quattro mwc3mCoppe Italia, due mwc3qSupercoppe italiane, una mwc3uCoppa di Lega, una mwc3yCoppa delle Coppe e una mwc3cCoppa CERScite-ref-301[293]. L'attività maggiormente praticata resta tuttavia il mwc3wcalciocite-ref-coni-299-1[291]; la società lodigiana mwc4eA.S. Fanfulla fu protagonista nel campionato di mwc4iSerie B tra gli anni trenta e gli anni cinquanta, aggiudicandosi poi nel 1984 una mwc4mCoppa Italia Serie Ccite-ref-302[294].
In città sono in funzione molti impianti sportivi, tra cui lo mwc4kStadio Dossenina e il mwc4oPalaCastellotticite-ref-coni-299-2[291].
Note
Annotazioni
cite-note-121A 1. ↑ Fra il 1931 e il 1937, distrutte le mura, il fossato della roggia venne riempito e trasformato negli attuali giardini pubblici.
cite-note-158A 2. ↑ Talvolta dal 7 dicembre.
cite-note-164A 3. ↑ «Corsa dei cavalli» in mwc5wdialetto lodigiano.
cite-note-165A 4. ↑ «Il bastone di san Bassiano» in dialetto lodigiano.
cite-note-non-confronto-1881. Il dato non è confrontabile con quello dell'anno precedente: dalla 18ª alla 20ª edizione della ricerca, infatti, i comuni sono stati collocati in categorie separate a seconda della popolazione residente.
cite-note-240A 6. ↑ Gli insediamenti rurali erano tipicamente collocati presso i nodi idraulici formati dalla rete di rogge che irrigavano il territorio.
cite-note-259A 7. ↑ Relativi al quinto censimento generale dell'agricoltura dell'ottobre 2000.
cite-note-290A 8. ↑ «STAR» è l'acronimo di «Società Trasporti Automobilistici Regionali».
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Collegamenti esterni
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